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19 Apr 2018

Orti di guerra

EDOARDO ALBINATI (Premio Strega 2016) e le musiche di FABRIZIO DE ROSSI RE

Polistena: Auditorium Comunale

Piazza della Pace
Polistena (RC), 89024

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Scheda

aprile 19 @ 21:15 - 23:00

Organizzatore

Amici della Musica – Palmi RC
Email: contatto@amicimusicapalmi.it
Sito web: www.amicimusicapalmi.it

EDOARDO ALBINATI (Premio Strega 2016) e le musiche di FABRIZIO DE ROSSI RE

Due grandi personalità che si incontrano in questo apparentemente placido sodalizio tra letteratura e musica, dove in realtà non c’è nulla di convenzionale e di rassicurante. Basta consultare la biografia dei due artisti per intuire quale potenziale esplosiva energia si può liberare da un tale incontro: la musica di De Rossi Re è uno dei rari casi in cui la cultura delle avanguardie storiche è riuscita a conciliarsi con un’urgenza espressiva militante; e quindi prestigiose commissioni nei più importanti festival internazionali ma anche presenza costante nelle “cantine” underground di tutta Europa. Lo scrittore è uno dei pochi che sia riuscito a tradurre nella leggerezza di versi poetici e racconti brevi le sue esperienze di insegnante nel carcere di Rebibbia e di testimone diretto del conflitto in Afghanistan, coniugando la finzione letteraria con una drammatica testimonianza sociale.
L’originalità dell’incrocio tra il linguaggio musicale, non significante di per sé, ma piegato talvolta a funzione descrittiva, con brani tratti da un testo non immediatamente introspettivo o teatrale ma la cui forza drammatica è volta al versante sociale, rende questa performance un esempio di teatro civile in grado di accogliere in sé una sempre latente leggerezza creativa ironica di fruibilità e godibilità immediate.
I brani letterari sono tratti da appunti di viaggi nei territori afghani e dal libro “Orti di guerra”.
L’Orto di guerra: piccolo appezzamento che, in tempo di guerra,viene ricavato da un giardino o da un parco pubblico per potervi coltivare ortaggi, verdure, legumi e sfamare la popolazione. Espediente tipico di un’economia di sopravvivenza. Qualsiasi spazio diventa buono per seminare: minuscoli “Orti di guerra” si possono perfino fare in casa, nella vasca da bagno o dentro scatole di scarpe… Ho cercato di buttare in un quadrato di righe i semi del nostro tempo, sperando che crescesse qualcosa di cui nutrirsi, con cui sopravvivere magari solo per un altro giorno. Insomma un’economia di guerra applicata alla prosa. Nel piccolo formato dice Albinati ho versato e mischiato le esperienze più diverse: cronache, fantasie, maldicenze, invettive e lagne, ritagli di giornale, frammenti sonori, lettere, istantanee, aneddoti, moralità, descrizioni di battaglie, traduzioni in prosa di quadri e canzoni, novellette esemplari: semi disparati ma utili e piantati in poca terra. Il libro invita il lettore a fare altrettanto, cioè a formare il proprio libro di esercizi usando i materiali dell’epoca senza negarli o disprezzarli…” Newton. Live

Edoardo Albinati (Roma, 11 ottobre 1956) è uno scrittore, traduttore e sceneggiatore italiano. Vive a Roma, dove ha studiato al Liceo Classico San Leone Magno (dove è tra l’altro ambientato il suo ultimo romanzo, La scuola cattolica) con Walter Mauro; ha però frequentato l’ultimo anno di scuola al Liceo classico statale Giulio Cesare, dove ha conseguito la maturità classica. Dal 1994 svolge attività di insegnamento all’interno del penitenziario di Rebibbia. I suoi esordi avvengono all’interno della rivista Nuovi Argomenti nella quale entra a far parte nel 1984. Ha tradotto testi di autori inglesi e americani tra cui: Vladimir Nabokov, Ambrose Bierce, Robert Louis Stevenson, John Ashbery. Ha inoltre tradotto La tempesta di William Shakespeare (1999) e adattato i romanzi di Chrétien de Troyes per lo spettacolo Graal (2000) e il poema di John Milton per lo spettacolo Paradiso (2004), tutti per la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Per lo stesso regista ha scritto Il colore bianco, andato in scena per le Olimpiadi di Torino 2006. Dal suo libro Orti di guerra sono stati tratti venti episodi realizzati da Radiotre Rai (1997) con musiche di Fabrizio De Rossi Re (nell’edizione Fandango 2007). Con lo stesso musicista ha realizzato il cd Folgorazione (Contempo, 2005). Dal romanzo Il polacco lavatore di vetri il regista Peter Del Monte ha tratto il film La ballata del lavavetri presentato al Festival del Cinema di Venezia 1998. Nel 2002 ha lavorato presso l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati in Afghanistan e nel 2004 ha partecipato a una missione dell’UNHCR in Ciad, pubblicando reportages sul Corriere della Sera, The Washington Post e La Repubblica. È stato vincitore del Premio Strega 2016 con il romanzo La scuola cattolica pubblicato da Rizzoli. Proclamato vincitore l’8 luglio 2016, Albinati ha dedicato la vittoria al poeta Valentino Zeichen, scomparso qualche giorno prima.

La produzione di Fabrizio De Rossi Re è da diversi anni caratterizzata da un’esplorazione aperta a 360 gradi che accoglie e coniuga varie esperienze stilisticamente multiformi sempre in bilico tra una diretta comunicazione e l’eredità linguistica della sperimentazione (dalle opere di teatro musicale Cesare Lombroso su libretto di A. Vianello; Musica senza Cuore su libretto di F. Angeli con Paola Cortellesi; Tre per una con Vittorio Sermonti fino alla recente Rappresentatione per strumenti antichi, coro e orchestra commissionata dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
e al Ricercare secondo scritto per il prestigioso quartetto Aeteneum dei Berliner Philarmoniker. La pratica e la conoscenza di diversi generi musicali, dalla tradizione colta al jazz, hanno condizionato in maniera determinante gli sviluppi della sua ricerca, orientata verso una ricognizione delle possibilità espressive e comunicative implicite nelle esperienze musicali più eterogenee. La capacità di assimilare diverse tecniche musicali, e di valutare attentamente le potenzialità implicite nelle più svariate esperienze maturate dalle avanguardie novecentesche, si risolve nella definizione di un linguaggio autonomo e personale in grado di coniugare efficacemente le esigenze della sperimentazione con quelle della comunicazione. L’esigenza di conciliare stimoli mutuati da diverse tradizioni presenti e passate si colloca nel quadro di un’attenta rimeditazione del patrimonio storico di tecniche e procedimenti compositivi, che de Rossi Re riprende e valorizza adeguatamente nell’ambito della sua ricerca di una nuova sintassi musicale conseguita attraverso la sintesi del molteplice. Insegna Elementi di Composizione per Didattica della Musica presso il Conservatorio G.B. Pergolesi di Fermo. E’ stato docente di Didattica dell’improvvisazione e della composizione presso la Scuola di Specializzazione SSIS Università del Lazio (Indirizzo Musica e Spettacolo). Le sue composizioni sono pubblicate ed incise da Adda Records, Agenda, BMG Ricordi CNI, Edipan, Fonit Cetra, I Move, QQD, RAI Trade, RCA, Semar, Sonzogno.

 

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